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Pillole di bon ton

2019-09-30

La tavola è il luogo della convivialità, della condivisione, dello stare bene con gli altri. Apparecchiarla è un’arte, sapersi ben comportare quando vi si è seduti è un mix di abilità e tecnica.

Tutte le grandi cose accadono intorno a un tavolo: amori, contratti, progetti, amicizie, collaborazioni. Le buone maniere e la convivialità influenzano e definiscono il nostro modo di vivere, il nostro linguaggio, i gesti che ci caratterizzano, tanto nella quotidianità quanto nei momenti speciali.

Quando si parla di galateo la prima immagine che focalizziamo è la classica bacchettata sulle mani con tanto di riga di legno, uno spietato castigo contro chi contravviene a regole rigidissime, assiomi e diktat inamovibili, insomma a tutte quelle certezze incrollabili che prescrivono cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

Tra i “si fa-non si fa” però non spunta mai un bel niente sulla storia, sull’evoluzione dei costumi, sul perché di certe norme. Accantonando le granitiche verità, alleggeriamo tavole e coscienze tenendo a mente che niente per il galateo è mai privo di senso o di grazia.

Ecco tre pillole di bon ton a tavola e qualche trucco per capirle e per ricordarle. Il minimo sindacale per far una bella figura.

1.POSIZIONI DELLE POSATE

Posizione 1 - Attesa

Quando durante il pasto si devono appoggiare le posate, per bere o semplicemente conversare, la posizione corretta è questa:

  • La forchetta a sinistra con i rebbi (le punte) rivolti verso il basso
  • Il coltello a destra, appoggiato in posizione leggermente superiore alla forchetta, con la lama del coltello rivolta all’interno.
  • Le posate non si incrociano
  • I manici delle posate devono rimanere appoggiati al piatto, non alla tovaglia.

Perché? Questa posizione è pensata per evitare di sporcare i manici delle posate con eventuale sgocciolamento di sughi e salse che rischierebbero di imbrattare le mani del commensale oltre che di macchiare la tovaglia.

Posizione 2 - Finito

Alla fine della pietanza (anche se ne avanzate) le posate vanno poste a ore 6.30

  • La forchetta va appoggiata a sinistra con i rebbi (le punte) rivolte verso l’alto
  • Il coltello va a destra con la lama verso l’interno

Perché? Questa posizione serve ad agevolare lo sbarazzo oltre che a permette al personale di servizio di capire incontrovertibilmente che avete terminato. Se aveste una sola posata e la appoggiaste lateralmente il messaggio potrebbe risultare ambiguo.

2. UTILIZZO DEL TOVAGLIOLO

Se nessuna regola del galateo nella storia proibisce una posizione fissa per il tovagliolo, è invece buona norma sapere quale sia il modo corretto per utilizzarlo.

  • Il tovagliolo va appoggiato sulle gambe prima dell’inizio del pasto, anche solo se si è iniziato a bere
  • Non va disteso come una coperta
  • Va tenuto piegato a portafoglio con l’apertura rivolta verso se stessi
  • Deve essere utilizzato solo dalla parte interna

Perché? In questo modo non si correrà il rischio di sporcarsi i vestiti e si eviterà di fare bella mostra, a noi e agli altri, dei rimasugli sul tovagliolo.

3.POSIZIONE DEL CUCCHIAINO DA CAFFE’

Preso a casa, al ristorante o al bar, il caffè in tazzina è sempre piacevole ma ha sempre le sue regole.

  • Il cucchiaino serve per mescolare ma non è un frullino, quindi non deve fare troppo rumore
  • Si appoggia sul piattino, senza assaggiare, prima di sorseggiare il caffè
  • Una volta terminato di gustare la bevanda non si lascia il cucchiaino all’interno alla tazzina ma lo si riappoggia sul piattino

Perché? Il motivo è molto semplice, al momento di pulire il tavolo e togliere le stoviglie il cucchiaino, se lasciato all’interno della tazzina, ha infinitamente maggiori probabilità di partire a parabola rimbalzando su varie superfici con il pessimo risultato di sporcare tutte le persone presenti nel raggio di in un metro.

Giorgia Fantin Borghi
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